La via dell'illegalità

22 Gen

Si parla della proposta di intitolare una via a Bettino Craxi.
Il mio parere non può non essere che inequivocabilmente negativo.
Una cosa è fare un bilancio dei risultati di Craxi segretario di partito e presidente del consiglio, altra cosa è aver già deciso che due processi che lo avevano condannato in via definitiva ad oltre dieci anni di carcere per reati pesanti non hanno alcun valore, quasi che non fossero mai stati pronunciati. Fossero stati dieci per attività politica contro il regime fascista, come accadde a Pertini, sarebbero motivo di legittimo merito e comprensibile orgoglio, tale da giustificare la richiesta di dedicargli una via. Ma Craxi, di ben diversa statura morale e politica da Pertini, conosceva perfettamente i suoi reati, non politici, ma reali, riferiti al codice penale, quindi si è rifugiato in un paese col quale l’Italia non aveva accordo di estradizione, in modo da vivere tranquillamente senza il pericolo di essere riportato in Italia per scontar la pena. Quindi non è un esule, come qualcuno lo vuole fare apparire, un rifugiato politico, un perseguitato dalla magistratura italiana, una vittima, ma un condannato in contumacia, che si è rifiutato di pagare per i suoi reati, come hanno fatto altri uomini politici, anche in modo drammatico. Nessuno lo aveva obbligato a chiedere le tangenti, nessuno lo aveva costretto a violare la legge e a delinquere.
Lo ha fatto in piena consapevolezza, con conseguenze gravissime per il Paese che diceva di amare. Durante il suo governo il debito pubblico è raddoppiato dal 60 al 120% del Pil e questo balzo pauroso non poco trova origine nell’astronomico aumento dei prezzi delle opere pubbliche dovuto alle tangenti. Certo, non solo le sue, ma molto a causa delle sue. Con il vergognoso sistema delle tangenti non solo ha danneggiato l’Italia , che aveva il compito di tutelare, ma pure il Partito socialista, di cui era l’incontrastato segretario e che tanto aveva fatto per la democrazia e i lavoratori. Il risultato di tangentopoli è stato la distruzione di due classi dirigenti – socialista e democristiana – ben aldilà delle loro colpe. No, Craxi non merita nessuna via e mi stupisco che ci siano dei socialisti che lo richiedano. Non mi stupisce che lo faccia il centrodestra, che deve esprimere gratitudine all’uomo che ha garantito le tre televisioni a Berlusconi, che gli ha consigliato come comportarsi in politica, sempre contro i comunisti e la sinistra, e gli ha messo a disposizione parte della ex-classe dirigente socialista. E Silvio è l’erede della politica di Bettino, così per non farsi processare e non potendo emigrare, si è fatto approvare ben diciotto leggi ad personam. In quanto alla Lega, abituati al suo trasformismo non ci si stupisce che oggi sia disponibile a Milano ad intitolargli la via, quando si erano presentati al Parlamento con il cappio in mano!

Renzo Savelli, ex-assessore provinciale

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Una Risposta to “La via dell'illegalità”

  1. bin febbraio 21, 2010 a 6:31 pm #

    figurati, era una proposta del consiglio di zona 8  a Milano: cambiare piazza Grasmci con piazza  Craxi!!
    Devono passare sul mio corpo!

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