Archivio | novembre, 2010

Ambasciator non porta pena

29 Nov

Tutti, da Der Spiegel al New York Times, al Pais, a Le Monde, hanno cominciato dal sito, proseguiranno sulla carta e andranno avanti utilizzando i due mezzi come un tutt’uno:
WikiLeaks pubblica i dispacci segreti delle ambasciate americane, cioè le impressioni, i rendiconto degli ambasciatori americani affacciati alla finestra dei vari paesi.
C'è ad esempio, il segretario di Stato [Hillary] Clinton che chiede ai suoi ambasciatori a Mosca e Roma di informarla se siano fondate le voci che il presidente italiano Silvio Berlusconi e Vladimir Putin abbiano legami d’affari privati oltre alla loro stretta amicizia e cosa c’è dietro questa ‘ alleanza’, questa relazione straordinariamente stretta tra Vladimir Putin, primo ministro russo, e Silvio Berlusconi, primo ministro italiano e magnate degli affari, inclusi «sontuosi regali», contratti energetici vantaggiosi e un «umbratile» mediatore italiano che si esprime in lingua russa. Hanno scritto che Berlusconi «sembra sempre più il portavoce di Putin» in Europa. (Fonte: New York Times)
C'è Elizabeth Dibble, in Italia per 4 anni come ambasciatore in seconda,  che invia il dispaccio: ‘Il Primo Ministro italiano Silvio Berlusconi è «incapace, vanitoso e inefficace come moderno leader europeo», Un altro rapporto  ha registrato il punto di vista per cui Berlusconi sarebbe un leader «politicamente e fisicamente debole» la cui «propensione per tirare tardi la notte e festeggiare a tutto spiano (partying hard) significa che non riposi abbastanza».
Secondo l’Ansa il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi,  quando gli è stato riferito il contenuto delle rivelazioni diffuse dal sito di Wikileaks sull’Italia, si è fatto una risata.
Null'altro? – si sarà chiesto – e qui in Italia a rompere con i processi, con le inchieste, col debito cancellato di Antigua, con le frequentazioni mafiose di Dell'Utri e di Schifani,  con gli stallieri in case senza stalle, con gli abusi logistici della Brambilla, col nepotismo di Bondi e il finto premio bulgaro, con… e chissà che si credeva che c'era scritto: invece c'è solo la consacrazione di vero macho italiano!
 

Meglio ingenui

28 Nov

POSTO VOLENTIERI

DA

www.torietoreri.splinder.com

Sabato 27 Novembre 2010

Giornata dell'Ingenuità

"L'Essenziale è invisibile agli occhi"

(da "Il piccolo principe", Antoine de Saint-Exupèry)

Il digestivo

25 Nov

Martedì  sera verso le 22,30 Emilio Fede entra al Risacca, ristorante di pesce della centrale zona Monforte di Milano, e viene investito da  due cazzotti dell’amaro giuliani che avrebbe richiesto e forse gradito a fine cena e non sulla porta d’ingresso!  Brutto episodio che non ci è dato conoscere nei dettagli, scabrosi pare, ma  solo in modo molto generico. Ma cosa c’è che non va  :
1)      Gian Germano Giuliani  fende due cazzotti  sul volto di Emilio Fede
2)      Fede  è dotato di scorta (!!!) che interviene a placcare Giuliani
3)      Fede cena al tavolo con gli amici e a fine cena chiama il 112 e va al San Raffaele
4)      Fede viene visitato, medicato, collarizzato, con 20 giorni di prognosi
5)      Fede al mattino va di nuovo in ospedale per accertamenti
6)      Fede è al suo posto al tg4 delle 19 beatificato come il suo mentore
Eppure c’è qualcos’altro che non va…

Il Pinocchio

24 Nov

Spalmato sulla tv, il nervosismo Pdl è impersonato alla grande dal sorriso a 32 denti della bella deputata Nunzia De Girolamo che continua a ridere paventando una tranquillità che invece non c'è per nessuno, purtroppo.

Anche il ministro La Russa lunedì sera a 'Linea3notte' con la Berlinguer, si è alzato subito  andandosene con  un 'non mi piace il taglio della trasmissione' che voleva parlare della monnezza di Napoli.

Ieri sera a 'Ballarò' appena si sono ricordate le promesse del 28 ottobre 2010, è squillato il telefono e un Berlusconi padrone ricorda 'la rai non è la vostra', ma la sua, che di televisioni modestamente lui se ne intende. Ha iniziato a documentare che le sue promesse dei 10 giorni, poi dei 3 giorni, riguardavano spezzoni di conferenze stampa 2009, palesando un trascorso di ben più di 1 anno quindi, invece del mese che tutti ricordiamo. Ordunque!, i cumuli alti al piano negozi che vediamo ai tg son immagini dello scorso anno! L'allegro Floris prima che l'altro attaccasse il telefono non poteva chiedergli se la monnezza c'è o no nelle strade di Napoli?

Il botto elettorale di Berlusconi del 2008 è dovuto in primis alla desolazione delle immagini della monnezza di Napoli, la cui 'soluzione' miracolosa aveva fatto credere a collegamenti  con la camorra che poi il leader Pdl aveva dovuto ringraziare con la partecipazione ad un compleanno di una diciottenne che non gli portò letizia. Misteri ed ombre di un leader corrotto, corruttibile, ricattabile, che ora sembra, sempre per colpa della spazzatura di una Napoli che resta ancora devastata e umiliata, sulla via dell'implosione.

Artisti vari

19 Nov

Annozero  ieri sera ha dato spazio agli artisti. In studio come primo artista c'era Bondi, artista della parola, della pertica, dell’amore al primo ministro, del sogno e della poesia: difficile l’ascolto del mono tono  della sua voce. L’altro indiscusso artista è stato Travaglio con un dargli contro imbarazzato e imbarazzante, puerile per vari aspetti: necessario un più incisivo, diretto e gradito reso conto del ‘lavoro’ del ministro.

Il gruppo degli artisti veri l’abbiamo visto da L’Aquila, fiduciosi ancora nel riavere la loro città come l’hanno conosciuta e nessuno ha avuto il coraggio di dir loro il contrario.

L’altro gruppo di artisti era da Roma, volti noti come Scamarcio, Scarpati,  Gregoretti, Ferrari, Comencini, arrabbiati per il rinvio della riunione della commissione bilancio sul rinnovo degli sgravi fiscali al cinema. Son sembrati impacciati ma preoccupati della sopravvivenza del nostro cinema, di tutto il mondo che gira intorno al loro lavoro, impensieriti dello svilimento della cultura, diventata merce che non si mangia. È giusto che un gruppo di così elevato grado gridi il suo dolore e di quanto sia vasto l’abbruttimento della nostra società. Spetta loro, insieme la classe dirigente di un paese, far capire agli altri ‘normali’ e più  semplici quali siano le contraddizioni di una classe politica che ‘aggiusta’ le statue e svuota i teatri, che coccola i ricchi ed è miope con gli altri, che fa acquisti in Parlamento come al calcio-mercato. Era ora!, verrebbe da dire, ma sarà troppo tardi?!

Fango per tutti

18 Nov

Ecco dal Giornale oggi comparire una raccolta firme contro lo scrittore, reo di «dare del mafioso al Nord»:
 

L'INIZIATIVA
UNA FIRMA CONTRO SAVIANO CHE DA' DEL MAFIOSO AL NORD

Ecco che cosa pensa davvero lo scrittore dei leghisti 'Razzisti e assassini'

Saviano dà del mafioso ai mafiosi del Nord, non a chiunque viva al nord. Agli imprenditori compiacenti, alle istituzioni colluse e alle cosche stesse, che sono potenti al punto di ipotizzare, lo dicono le indagini, un vero e proprio «federalismo mafioso» (la definizione è di Paolo Biondani), staccandosi dalla “madre” calabrese. Un tentativo finito con l’omicidio di chi aveva osato provarci.

Nelle altre pagine, inviti al «signor Gomorra» a «grattarsi le sue rogne», senza pensare a quelle del Nord e un pezzo di Vittorio Sgarbi («La malavita si combatte sul campo») in cui in sostanza si incolpa Saviano di non aver parlato, l’altra sera, della mafia al Sud («a lui non interessa»).

Spero che Saviano e Maroni si guardino negli occhi per dirsi che ognuno farà la sua parte per combattere le mafie, dare dignità al paese che soffre di politici corrotti che fingono di non vedere gli intrighi, che festeggiano un arresto, ma poi calunniano la magistratura come fosse l’unico nemico da battere e passare in un batter d’occhio dalla critica nel merito alla delegittimazione personale. Dimostrando che su una cosa Saviano aveva perfettamente ragione: la «macchina del fango» è sempre all’opera, ma spetta anche a lui non azionarla contro nomi e cognomi solo sospetti senza elementi di supporto, come spetta al Giornale di non puntare ai nemici immaginari.


 

Conti a l'eredità

17 Nov

L'abbiamo sentito varie volte giurare su sui figli che con la politica non ci ha guadagnato nulla, ora un suo quotidiano fa un po' di conti con 'sto Fini che fa scivolare in borsa il titolo mediaset, ma quando a sua insaputa il titolo è salito abbiamo letto qualche lamento?!


1- FINI COSTA UN MILIARDO AGLI AZIONISTI MEDIASET…
Nino Sunseri per "Libero"

Gianfranco Fini finora è costato un miliardo agli azionisti Mediaset. A tanto ammonta la perdita di valore in Borsa della società che fa capo alla famiglia del presidente del consiglio. Ieri ancora uno scivolone del 4,6% che porta la quotazione a 4,59 euro. Riconosce Pier Silvio Berlusconi: «Pesa più la situazione politica che la crisi generale».

Pier Silvio cerca di allontanare le nubi sull'orizzonte del gruppo: «Mediaset dà lavoro a sei mila persone cui va aggiunto l'indotto. Siamo un'azienda sana, italiana che ha creato valore e questo sarebbe miope non considerarlo».  Esclude qualunque ipotesi di ingresso in politica della sorella Marina presidente di Fininvest e di Mondadori. Il titolo della casa di Segrate ha perso il 3,39 a 2,42 euro e Pier Silvio ci tiene a ribadire che la sorella "non ha nessuna intenzione di entrare in  politica, ha  solo espresso delle opinioni come figlia che sta
vicina al padre"

 

BARBARA BERLUSCONI DA GALLIANI, C'E' POSTO PER ME?
(AGI/ITALPRESS) –
"Oggi la dottoressa Barbara Berlusconi ha incontrato nella sede di via Turati l'Amministratore Delegato Adriano Galliani per discutere di un suo possibile impegno all'interno del Club". Lo afferma una nota del Milan. "L'ingresso di Barbara testimonia la grande importanza del Milan per la famiglia Berlusconi, da sempre emotivamente vicina alla squadra, e ne conferma la volonta' di continuare a mantenerla ai vertici del calcio mondiale" si legge ancora sul sito rossonero. Barbara Berlusconi aveva assistito domenica sera al derby con l'Inter dalla tribuna di San Siro.