Archivio | dicembre, 2010

L'anno che verrà

29 Dic

Lo si legge da tempo, ma sembra che il patto segreto (!) tra Casini e Berlusconi sia quello di presentarsi insieme alle elezioni politiche, che dal 2011 al 2013 ci saranno comunque, con l'intesa siglata e considerata di ferro, d'un vice premierato al leader Udc e la presidenza della Camera a un leghista, ma che al momento dello scadere di Giorgio Napolitano nel 2013, Silvio Berlusconi ne prenda il posto al Quirinale e Pier Ferdinando Casini diventi presidente del Consiglio. Si dice  che anche Scajola presto tornerà a tramare per l'allargamento Pdl all'Udc.
Cerchiamo di non dimenticarci che l'attuale presidente del consiglio è un cobra incantatore, ammaliatore e che Casini è da tempo che scalcia per occupare qualche poltrona che conta e per questo si terrà lontanto da una sinistra che annaspa, teniamone conto e ripetiamocelo continuamente prima delle elezioni politiche prossime: il nostro primo ministro oltre al vanto di ricoprire la carica italiana più prestigiosa è alla ricerca d'un legittimo impedimento eterno per non rispondere in tribunale di quanto gli viene imputato.
Si presenterano di nuovo come i salvatori della patria, questi tessitori ragionieri di interessi propri?

I maestri

28 Dic

'Faccia dunque il principe di vincere e mantenere lo stato: i mezzi saranno sempre iudicati onorevoli e da ciascuno laudati''.

 

Gli uomini ''giudicano le cose dal fine''. Guardano ''più al fine che ai mezzi''. Osservazioni come queste, secondo Machiavelli, è la moltitudine a pensarlo. Egli registra, non senza amarezza, questa opinione, questa vulgaris opinio e la segnala al principe perché ne faccia tesoro per apparire come la moltitudine se lo figura.

Ciò che sostiene di avere per le mani nell'editoriale di ieri il direttore di Libero, Maurizio Belpietro, di essere venuto a conoscenza di un progetto di attentato e della frequentazione di una escort per il presidente della Camera, Gianfranco Fini, fa tornare subito alla mente il Machiavelli.

Da un lato ci sarebbero 200 mila euro come contropartita per un «manovale della criminalità locale» di Andria, in Puglia, per uno «scherzetto» a Fini. Una cifra che pagherebbe «il silenzio sui mandanti» ma anche e soprattutto «l’impegno di attribuire l’organizzazione dell’agguato ad ambienti vicini a Berlusconi, così da far ricadere la colpa sul presidente del Consiglio». Dall’altro ci sarebbero le rivelazioni di una «signora che esercita il mestiere più vecchio del mondo», di Modena, che avrebbe eseguito una prestazione per 1000 euro in contanti a «un tizio uguale in tutto e per tutto a Gianfranco Fini». Titolo: «Su Gianfranco iniziano a girare strane storie…». Stupisce da ultimo come a basare un editoriale su dicerie e spifferate, per quanto ritenute affidabili, sia proprio il direttore di un quotidiano che ha fatto la guerra a Wikileaks e a ciò che rappresenta, abbassando la sua funzione a quella di ripetitore di gossip di bassa lega.

Ad aver voglia di ricordare, son tanti gli 'agguati' inventati pro Principe, di tanti non ne sapremo mai nulla, di alcuni la certezza, di altri il sospetto, ma il clima che si crea è l'ideale per il torpido sguazzar.

La luce

23 Dic

Non so per quale strana alchimia, ma la sera del 21 dicembre a casa mia solamente Canale5 non aveva audio! e sul digitale vedevo Italia1, Rete4, tutti gli altri, ma Canale5 no!  veramente non so se avrei retto alla visione del primo ministro che da casa propria promulgava il verbo, ma il fenomeno del boccheggio nell'acquario era inguardabile!
Oggi però ho l'onore, o l'onere, di leggere la presentazione del giornalista Alessio Vinci, vero super partes professionista inverso e avverso a quelli comunisti  che distorcono la realtà e che rubano lo stipendio alla rai, riservata al padrone-ospite: 'Nel giorno più buio degli ultimi quattrocento anni, un po' di luce ce la porta Silvio Berlusconi…' chissà se è stata tutta farina del suo sacco!

Anagrammando

17 Dic

Ue/ Eurobond, Berlusconi: In molti sono interessati

Bruxelles, 17 dic. (Apcom) – Sugli eurobond c'è un grande interesse nella Ue, ma c'è anche una forte opposizione tedesca. Lo ha spiegato ieri notte il nostro presidente del consiglio, dopo la prima del Consiglio europeo che si concluderà oggi a Bruxelles. "Ne abbiamo parlato questa sera – dice il primo ministro italiano -, e c'era una forte opposizione del cancelliere Merkel, ma comunque se ne discute. Molti altri sono interessati concretamente. E' un'idea che non può passare subito, ci vuole tempo per il convincimento di chi è stato coinvolto per la prima volta e non ne ha potuto apprezzare la valenza".  Secondo il presidente del consiglio "anche Merkel alla fine si convincerà, come persona è positiva". Berlusconi, per sostenere il valore dei titoli di debito europei ha anche annunciato che: "Io li comprerei, avremmo più garanzie che a comprare i titoli dei singoli Stati".
E' lì a Bruxelles tronfio, dopo l'ennesima fiducia ottenuta dal suo governo, e sicuro di spadellare la ricetta dei tremonti eurobond con una carta vincente in mano, l'anagramma del suo nome: l'unico boss virile!!! Non è una barzelletta, l'ha detto!, felice come un arzillo vecchietto del 'virile', gli altri lo guardano impensieriti per il 'boss'……

Il consenso

12 Dic

Sondaggi: risale il Pdl, scendono Pd e Idv

troviamo su 'http://www.ilfazioso.com/' dell'11 dicembre 2010

tutti i sondaggi pubblicati da inizio dicembre

sondaggi dicembre Sondaggi di inizio dicembre: risale il Pdl, scendono Pd e Idv

Dai precedenti sondaggi di fine novembre si nota la risalita del Pdl e la perdita di consensi di Pd e Idv. Salgono anche Udc e soprattutto Sel, perde quasi un punto Grillo. Il centrodestra aumenta leggermente il suo vantaggio sul centrosinistra. Come è possibile, ci si chiede, che dall’ultimo al penultimo report delle principali case di sondaggi il Pdl vede ritornare in salita i suoi consensi mentre i finiani arrancano. Forse che gli elettori sentono più certezze in un Pdl pieno di scandali, d'un fumoso Fli ondivago e ancora alla ricerca d'una collocazione. Se Fli dicesse chiaramente che sta a destra, in una destra che non vuole più Berlusconi, il suo consenso elettorale si consoliderebbe. Cosa spetta fare al Pd per non franare nei sondaggi è ancora tutto da scoprire!

Salva tutto

9 Dic

Salviamo capra e cavoli
 


La battuta del giorno è di Francesco Storace, prima in Alleanza Nazionale, ma dal 2007 ha fondato La Destra contro e poi pro Pdl: 'i finiani cambino nome da Fli  a Flop' ma a tradire sembra saranno due dipietristi, Antonio Razzi e Domenico Scilipoti, che molto probabilmente il 14 dicembre non voteranno la sfiducia a questo governo!

È aumentata tanto la confusione nell'attesa del voto e la decisione di procrastinare la data aveva sollevato il legittimo sospetto della volontà di mercanteggiare un consenso che oggi sembra arrivato proprio dai più 'insospettabili'.

Era già accaduto nel 2001 all'Idv, partito inutile ed ora quanto mai dannoso, che l'unico senatore eletto, Valerio Carrara, fuggì in Forza Italia il giorno stesso in cui prese possesso dello scranno.

Accadde col senatore Sergio De Gregorio che nel 2006 lasciò i dipietristi per passare l'anno dopo in Forza Italia. Accadrà forse ora che proprio dai duri e puri antiberlusconiani arriverà la scialuppa di salvataggio all'odiato dittatore.

Ma c'è chi ha la spiegazione pronta: Di Pietro tutto sommato ha il suo tornaconto a tenere in piedi questo governo e a far fare una pessima figura ai concorrenti finiani. E i due deputati dipietristi indecisi (forse sono tre) sarebbero stati perciò motivati al grande salto.

Idealisti

6 Dic

Molti problemi affliggono i nostri 345 parlamentari (240 deputati e 105 senatori) che in caso di scioglimento delle Camere anticipato non riceverebbero un euro di pensione per colpa, o per merito, di una recente legge che vincola il vitalizio a 5 anni di mandato (!), anche se in legistrature diverse, mentre prima era sufficiente superare i  2 anni, 6 mesi e un giorno (!!).
Sono quindi in tanti di prima nomina a puntare sul prolungamento della legislatura con governi d’emergenza per tutti  i 5 anni di legislatura, altrimenti dovranno rassegnarsi  nell’incertezza di una prossima nomina ad esempio Santo Versace e Michela Brambilla, Brunetta e Scapagnini, Cazzola e Ciarrapico, Barbareschi e Granata, ect..  Tutti ritroverebbero subito un lavoro renumerativo, ma sono  in molti  ad interrogarsi se portare avanti l’orologio di stipendio e pensione. Quando il nostro primo ministro descrive i parlamentari come incoerenti e maneggioni,  sta lanciando una sfida a questi eletti ragionieri.