Archivio | gennaio, 2011

Ex amici

28 Gen

Dagli amici mi guardi Dio, che dai nemici mi guardo io…

Il direttore Filippo Rossi di FtWebmagazine, il periodico online di Fare Futuro la Fondazione di Gianfranco Fini, esce ieri con un elenco di buoni motivi, suggeritogli dagli amici di Facebook, per cui Berlusconi dovrebbe dimettersi :
 

ha dato del kapò a un europarlamentare tedesco 
disse che Eluana poteva ancora avere figli
ha raccontato in pubblico una barzelletta con bestemmia
ha emanato l'editto bulgaro
ha telefonato in diretta per insultare il conduttore di turno 
ha nominato Aldo Brancher ministro per salvarlo da un processo
ha promesso che in tre giorni Napoli sarebbe stata pulita
ha cercato di mettere le sue "favorite" nelle istituzioni
ha preteso e imposto leggi ad personam 
quando Mills è stato condannato per corruzione (corrotto da chi?) 
ha preteso che Nicole Minetti fosse inserita nel “Listino del presidente” 
ha gestito il giornale di famiglia come una macchina di fango e di minacce
ha difeso Nicola Cosentino, perché “è leale”
ha telefonato in questura per affidare alla Minetti la minorenne Ruby
ha raccontato alla polizia che Ruby era la nipote di Mubarak 
ha detto che Roberto Saviano fa pubblicità alla mafia…
ha detto che meglio essere appassionati di belle ragazze che gay 
ha detto che la polizia ha “maltrattato” le ragazze dell'Olgettina 
ha detto che il presidente della Camera è un eversivo 
ha detto che i magistrati vanno puniti
 

Ecco qua. Manca sicuramente qualcosa. Alcune di queste voci potrebbero essere sviluppate in sotto-capitoli. Ma una cosa è certa: l'elenco e lungo e potrebbero esserlo di più. Non tutti saranno d'accordo su qualcuna delle voci. Ma per chiedere le sue dimissioni, a ben vedere, basta condividerne una sola… E qui c'è davvero l'imbarazzo della scelta…
 
Come ex alleati hanno comunque omesso tanto di tutto quello avallato finora, ma per sfinimento non aggiungo altro.

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Giudice sarà

26 Gen

Sara Giudice,  25enne consigliere di zona del Pdl milanese, ha lanciato una petizione online per le dimissioni di Nicole Minetti dal Consiglio regionale della Lombardia:

Noi popolo del centro destra vogliamo uno scatto d’orgoglio, un motivo per andare avanti e credere ancora in questo grande progetto politico! Vogliamo che vadano avanti i giovani in gamba, con percorsi puliti e meritocratici.
Chiediamo per tanto le sue dimissioni che darebbero speranza al partito ed al Paese che vogliamo.
 

Il giudizio negativo di Sara Giudice su Nicole Minetti risale a un anno  fa, durante la campagna elettorale per le Regionali. Allora la Giudice si era detta “demoralizzata, spiazzata, demotivata” e si era chiesta che cosa c’entrassero le soubrette con il Consiglio regionale della più importante regione d’Italia. Purtroppo, nessuno può costringere un consigliere regionale a dimettersi, se non – forse – una condanna penale che preveda l’abbandono di ogni incarico pubblico.

"Lasciate lavorare la magistratura"(!!!):  così il presidente della Regione Lombardia Formigoni risponde alle polemiche nate dopo aver appreso la notizia della petizione. E chiarisce: la richiesta di dimissioni del consigliere regionale lombardo Nicole Minetti, è una iniziativa "fuori dal Pdl". 
Ma sembra siano state già raccolte più di 6mila adesioni.

Che sia finalmente arrivato il Giudice giusto???

Saldi

20 Gen

Saldi di fine stagione

(Thomas Couture, 1847, I Romani della decadenza)

Ogni cosa terrena ha un inizio e una fine, grande scoperta di questa mattina: cade il bicchiere, caldaia da buttare dopo solo 5 anni d’uso, stampante super-funzioni che smette di funzionare, …

L’elenco noioso può continuare all’infinito, ma è l’unica consolazione che abbiamo oggi: finirà! Non sarà che potremo vedere per sempre un primo ministro tronfio, con rimmel, cerone che non copre il livore, bandiere europea e italiana alle spalle che si frenano dallo svolazzare per il fetore che esce dalle viscere avvelenate di odio per i suoi dipendenti infedeli, come i magistrati di Milano. Non lo schiodi, non si schioderà da quella poltrona, è vitale per lui e le sue imprese, restare ancorato alla poltrona.

Ma lo spiegava la maestra: anche l’impero romano glorioso e immenso, conobbe la crisi e la caduta per diverse cause, tra i conflitti interni dei vari pretendenti al trono, la crisi economica, l’inflazione e la pressione fiscale per la crescente spesa pubblica, l’accentuazione della disuguaglianza sociale, l'amministrazione statale troppo corrotta o assente, è terminato poi con le invasioni barbariche!

Divertismant

19 Gen

Domenico Scilipoti
….. Basta. Propongo una legge speciale, una TOMBALE per il Presidente Berlusconi a patto che si tolga dai coglioni… Silvio vai ad Antigua
22 hours ago via Twitter. Like . Comment . @cameradeputati on Twitte

Il post ha iniziato a girare in rete e si sono subito scatenati commenti ben poco amichevoli, per così dire. E il blog del Popolo Viola ha rilanciato la notizia infarcendola dell’aggettivo «clamoroso». In effetti la notizia, se confermata, sarebbe clamorosa. Peccato che oggi un comunicato dello stesso Scilipoti dia una versione completamente differente della vicenda:
‘Ho informato i miei avvocati del fatto, così come pubblicato, chiedendo loro di intraprendere le opportune azioni legali, qualora ce ne fossero i presupposti. Non ho mai proferito tali parole’

Era troppo incredibile: è davvero incredibile!

Sindacato di polizia, protesta
‘La divisa è stata ridicolizzata di fronte all’opinione pubblica nazionale e internazionale, qualora le indiscrezioni di stampa rivelassero un fondamento, sarebbe un fatto gravissimo che colpisce l’alta professionalità garantita dalle donne di polizia. Sarebbe altresì evidente il profondo disagio dell’intera categoria’ la protesta del sindacato di polizia Consap dopo le rivelazioni sul caso Ruby e sui presunti travestimenti delle donne invitate ai festini proprio con divise della polizia…      


Come andare incontro alla propria ossessione, aggirare la paura dell’arresto, giocando a guardie e ladri!

Minzolini Augusteo
Minzolini sul Tg1 delle 20 di ieri sera apre con il servizio, in cui gli scandali sessuali di Silvio Berlusconi sono paragonati alla vicenda che nel 1978 portò alle dimissioni del presidente della Repubblica Giovanni Leone. Il servizio di Gennaro Sangiuliano racconta lo scandalo Lockheed, che riguardava presunti illeciti nell'acquisto da parte dello Stato italiano di velivoli dagli Stati Uniti, rivisitato in chiave "rubyana" accostando le vicissitudini del sesto presidente della Repubblica italiana a quelle dell'odierno presidente del Consiglio.


«Il paragone scelto dal TG1 di Minzolini con il caso Leone è giornalisticamente appropriato. Anzichè insultare, la sinistra farebbe bene a ricordare le scuse che tanti dovettero indirizzare a posteriori a Giovanni Leone. I linciatori di ieri e di oggi ci riflettano, e non cerchino di intimidire il TG1»: così Daniele Capezzone, portavoce del Pdl.

Pardi (Idv):«Il servilismo del tg1 non ha limiti. L'ultimo 'capolavoro’ di Minzolini per difendere l'indifendibile Berlusconi è il paragone indecente e improponibile tra lo squallido scandalo in cui è coinvolto il premier e le vicende che portarono alle dimissioni del presidente Leone. Il principale telegiornale del servizio pubblico è ormai sistematicamente svilito al ruolo di avvocato delle cause perse di Berlusconi, Minzolini si vergogni e si dimetta. Intanto i vertici Rai battano un colpo per porre un freno a questa vergogna».

Questo s’intende per giornalismo equilibrato!

a fuoco lento

17 Gen

"Se per tenere a bada la sinistra, i maneggioni e gli spreconi debbo pagare il prezzo di un capo del governo che tocca il sedere alle signore, non ho esitazioni. Meglio un vecchio porco di tanti giovani ipocriti tipo Fini"
Maurizio Belpietro, Libero, 16.01.2011

Quanta ipocrisia nella difesa d'un primo ministro prestato alla politica solo per una garantita  impunità permanente, che è maneggione e sprecone, potente e ricchissimo, infido e bugiardo, scaltro e furbo, gran comunicatore e uomo di spettacolo, che sta trasformando, tenendo a bada la sinistra, giorno dopo giorno un paese moderno, a sua insaputa, in un sultanato.

Scherziamoci su

14 Gen

‘Tutti Pazzi per RDS’ chiama Marchionne

Scherzo telefonico di ‘Vendola’

Chi seguiva il Tg di La7 ieri sera ha potuto ascoltare un Sergio Marchionne, appena tornato a Torino da Detroit, che riceve una telefonata. A chiedere di lui è il presidente della Regione Puglia e di Sinistra Ecologia e Libertà, Nichi Vendola: "Sergio, spero di farti cambiare idea rappandoti la lettera di un dipendente Fiat", gli dice e, dopo aver messo la musica, canta citando Caparezza. Marchionne rimane fermo e diplomatico, alla domanda "Che ne pensi?" risponde: "Non ho assolutamente niente da dire perché questa è esattamente il tipo di realtà che stiamo cercando di cambiare".

Ma si tratta di uno scherzo! Dall'altro capo del telefono c'è Bartolomeo Colucci, un bravo imitatore, complice della trasmissione radio condotta da Max Pagani, Rossella Brescia e Claudio Cannizzaro "Tutti pazzi per RDS", in onda dal lunedì al venerdì mattina su RDS. Il merito d’aver passato la telefonata all’uomo più discusso del momento è stato quello d’una centralinista ‘comunista’ che è subito caduta nel tranello (o ha finto di caderci) e prima di passare la telefonata si è prodigata in un commento ammirato al ‘Vendola’. La riuscita dello scherzo va anche a Marchionne che sembra non aver capito che si trattava d’un gioco!

La befana

5 Gen

Combattiamo la criminalità
Mai nessun governo (!) come l'attuale ha combattuto la criminalità organizzata
Pene certe

In fondo, ma molto in fondo, avevamo dato un qualche credito a questi slogan ripetuti a martello per anni dai leader della maggioranza. E' quanto ci si aspetta dalla destra, chissà perchè, i cui esponenti sono considerati paladini di legalità, autorevoli tutori della legge, anche quando danno prova dei peggiori comportamenti privati e pubblici!
Ma tra le tante sforbiciate necessarie, il ministro Tremonti per il 2011 ha postato in bilancio per la giustizia solo 27 milioni per le spese infomatiche, contro gli 85 milioni del 2008, scesi a 58 per il 2009 e a 45 per il 2010. Conseguenze prevedibili: stop a qualsiasi forma di assistenza e manutanzione per l'intero sistema informatico che garantisce la vita della macchina giudiziaria in Italia, rischio paralisi totale di processi e inchieste in difficoltà, blocco di qualsiasi certificazione, rapporti impossibili tra magistrati e polizia. L'era digitale in frantumi, si torna a scrivere le sentenze a mano, e secondo l'Anm è "segno di 'disattenzione' ai problemi del funzionamento della giustizia", i tribunali chiuderanno, le imprese non potranno più partecipare a una gara d'appalto perchè privi della necessaria certificazione, con anche l'impossibilità di prender parte a un concorso pubblico, non si potrà iscrivere una causa a ruolo. Uno scenario apocalittico se non si trovano subito altri fondi da destinare al ministero giustizia, già scarso in soldi e sotto organico!
Probabili urgenti rimedi, ma intanto una gran fetta di 'colpevoli' gongoleranno all'idea che la giustizia se non più lenta, anzi bloccata, renderà tutti i cittadini più uguali davanti alla legge, e ai processi fermi non saranno chiamati a rispondere delle loro colpe, perchè quest'anno la befana porta doni a molti

Legittimamente impediti
Legittimi impedimenti