Archivio | aprile, 2011

Precarietà

26 Apr

Il nostro primo ministro, come altri esponenti del governo, non partecipa alle celebrazioni del 25 aprile, festa nazionale italiana della liberazione dalla dittatura, che ha in mente di ripristinare in modo più subdolo, ma non meno indolore.

L’esempio gli viene da tutta Europa:

Canton Ticino: 11 aprile, la Lega di Giuliano Bignasca diventa con il 29,8% dei consensi (+8%) diventa il primo partito con una campagna che chiama ‘ratti’ gli italiani, che richiede ‘campi di lavoro’ per i rom e vuole innalzare un muro di cemento armato (un altro…) per bloccare i tunisini.

Finlandia: 18 aprile, il partito dei ‘veri finlandesi’ cresce dal 4,1% del 2007 al 19,7% con sostanziali no all’aborto, agli immigrati, all’Europa e agli omosessuali.

Ungheria: 19 aprile, si approva una Costituzione con Cristianesimo a elemento fondante, limitando i poteri della Corte Costituzionale, allarga i poteri dell’Esecutivo sulla magistratura…… Amnesty sostiene che è un testo che ‘non rispetta i diritti umani’

Francia: 21 aprile, un sondaggio sostiene che Marine Le Pen passerebbe al secondo turno qualunque sia l’avversario, dopo aver rivelato ‘se verrò eletta alla presidenza francese proporrò un referendum per far uscire la Francia dall’unione europea’

Insomma si presenta un Continente in crisi di identità, impaurito, diviso, in preda a un vento populista che propone soluzioni locali e miopi a problemi globali e strategici, esaustivi dell’elettorato italiano che continua a premiare una classe dirigente che non propone soluzioni concrete. E la poltrona di ministro per le politiche comunitarie è vacante dal 15 novembre 2010 con le dimissioni di Andrea Ronchi.
 

Poi capita che, ogni anno sottotono, con fregi che molti italiani non conoscono neanche più, si imbrattano monumenti, lapidi, ma si fanno anche affiggere manifesti, come la provincia di Salerno, con richiami polemici alle foibe e a Togliatti.
 
Ma il risveglio al Pigneto, a Roma, ieri lascia interdetti: una grande scritta, stessi caratteri all’ingresso del lager di Auschwitz “Arbeit macht frei”, ma in inglese…

Genio o manipolatore, l’autore o colui che si è assunto la paternità dell’opera  racconta  al Il Fatto :
 
“Io volevo che guardando questo cancello, installato in una periferia, abitata da giovani precari ed extracomunitari oggi diventati clandestini, tutti riflettessero sul fatto che un pezzo di lager è nelle nostre città, mentre noi ce ne passeggiamo spensierati”

 
 

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Sgarbi

20 Apr

Vittorio Sgarbi

Alla fine di maggio 2010 viene nominato Soprintendente della Soprintendenza speciale per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo museale della città di Venezia e dei comuni della Gronda lagunare. La nomina è stata successivamente annullata dalla Corte dei Conti.

Subito contrastata e accompagnata da mille polemiche, a Venezia il critico d'arte arrivò però solo alla fine di giugno, costretto a scontare un breve periodo di sospensione per una vecchia 'condanna amministrativa' che gli era stata inflitta ai tempi in cui lavorava da storico dell'arte nella Soprintendenza veneziana.

Qualcuno allora si era forse ricordato il procedimento contro il dipendente della Sovraintendenza alle Belle Arti, Vittorio Sgarbi, giunto alla sentenza definitiva di condanna, con obbligo di rifusione degli stipendi indebitamente percepiti per assenteismo, e se ora fosse nominato a capo di quell’ufficio a lungo snobbato, qualcuno, magari Brunetta, avrebbe poi dovuto far finta di arrabbiarsi.

Pur se nel 2008 Sgarbi commise un atto di plagio intellettuale, copiando quasi testualmente, in una sua introduzione a un volume sul Botticelli, le frasi che la storica dell'arte Mina Bacci scrisse sul pittore quattrocentesco in un fascicolo dei «Maestri del colore» (Fabbri editore) nel 1964, invece di emulare Guttenberg, continua a urlare ed inveire contro chiunque ha davanti,  oggi è offeso per la decisione di Galan: sarà nominato un interno della Sopraintendenza di Venezia.

«Se Galan — aveva dichiarato Sgarbi — vorrà opporsi alla mia nomina, ci sarà da divertirsi, visto che il primo a volerla è il presidente del Consiglio Berlusconi e che non gli compete nemmeno, dato che sta al direttore generale dei Beni Culturali nominarmi».

Ma c’è  la consapevolezza di una storia gestita a seconda di chi comanda al ministero. Con Bondi ministro Sgarbi veniva nominato per «chiara fama». Con Galan ministro la «chiara fama» di Sgarbi passa in subordine, prima si devono valutare i titoli: fancazzista!

Blindatura

19 Apr

Vedere più in là del proprio naso

7 ottobre 2009 la Consulta pronuncia a maggioranza (9 a 6): Lodo Alfano illegittimo
La Consulta ha demolito i punti essenziali del Lodo Alfano, giudicando violati gli articoli 3 (tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge) e 138 della Carta fondamentale, secondo cui solo una legge di revisione costituzionale può modificare i principi fondamentali della Costituzione stessa.

Per raggiungere il risultato di sospendere tutti i processi penali a carico del primo ministro dunque, il Parlamento avrebbe dovuto modificare la Costituzione con un'apposita legge di revisione (articolo 138). Il Lodo Alfano, che invece è una legge ordinaria, dunque viola il principio fondamentale (articolo 3) secondo cui "tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge".

Il  nostro primo ministro cercava una blindatura con la legge 124/2008 e ne ha goduto dall’agosto 2008 al 7 ottobre 2009, fin all’arrivo della sentenza della Consulta.

Non avrei accolto mai una sentenza differente da quella del lontano ottobre 2009 quando  non era neppure ipotizzabile un potere così forte di emettere norme tampone per bloccare i processi in corso del primo ministro.

Invece era sufficiente un po’ di lungimiranza per tacitare il rodimento che la facesse franca in ogni processo che lo vedeva coinvolto in veste d’imprenditore.

Ebbene sì, per salvarsi , per restare incensurato, si è inventato di tutto, protetto da una classe dirigente che continua a sua difesa a parlare d’un perseguitato della magistratura e non d’una persona che ha ignorato le regole camminando ai bordi della legalità ed ora indegno di rivestire l’alta carica, come ha incredibilmente detto ieri la Craxi ‘trasformando l’Italia in un paese deriso all’estero e miserabile all’interno. Deve smettere di raccontare barzellette oscene: non gli fanno onore e non fanno ridere. Non può e non deve finire come  Bettino perché ha più soldi ed ha il consenso popolare’  speriamo ancora per poco.

 

Campagne elettorali

18 Apr

l Circolo PD di Urbisaglia vuole porre all’attenzione                         

dell’opinione pubblica maceratese e del candidato

alle Elezioni Provinciali Franco Capponi un
episodio a dir poco
sconcertante, che ha turbato la coscienza
democratica degli urbisagliesi.
Sulla bacheca della Destra di Urbisaglia 
nei giorni scorsi è apparso un manifesto,
che stigmatizza l’accordo PD – UDC con la seguente
scritta “il ritorno dei cattocomunismi,
se vogliamo sterminarli per sempre,
il 15 e 16 maggio vota La Destra”.

Al di la delle opinioni politiche, tutte legittime, vogliamo porre l’enfasi sulla parola “sterminio”, che ha un preciso significato e non può essere passata sotto silenzio.   Siamo di fronte ad un imbarbarimento del linguaggio politico, di matrice nazista, che lascia esterefatti, ma che deve essere condannato con forza.  Chiediamo pertanto al candidato Capponi di dissociarsi ufficialmente da simili sostenitori”.

http://www.cronachemaceratesi.it

Non basta

15 Apr

Ieri circolava la notizia che in conferenza stampa con giornalisti stranieri, il nostro capo dei ministri ha annunciato che non si presenterà alle elezioni 2013, che Alfano probabilmente lo sostituirà e che vede bene Letta al Quirinale.

Ci abbiamo creduto un po’ tutti. Abbiamo pensato: finalmente il nostro eroe è sazio! Il drago ha raggiunto il fine e non ha altro da chiedere, avendo prosciugato, impoverito, avvilito tutto il Paese.

No, ha solo annunciato quanto conveniva in quel momento! E qualcuno lo pensa ancora sempliciotto prestanome di poteri forti. È proprio lui il capo e sviando le domande sul processo breve quale ultima legge ad personam, ha buttato là l’idea che sta per lasciare il comando, quindi altro di cui parlare e a fine regno nessuno sta a chiedergli conto delle porcate.

Era semplicemente un dopocena 'elegante', ma sbragando  “Lo so anch’io che i cimiteri sono pieni di gente indispensabile, ma per il centrodestra è positivo avere un leader con un carisma come il mio, che possa opporsi alla sinistra. Sono incatenato alla mia responsabilità. Quella contro i magistrati è una guerra e io non posso disertare”.  Risponde  quindi anche all’eventualità che uno dei suoi figli intraprenda la sua stessa strada. Un’ipotesi finora sempre smentita, ma che il premier non esclude del tutto: “Io spero che non entrino in politica ma, se si trovassero nella mia stessa situazione del ’93, allora sarebbe diverso”.

Non basta, non è finita qui! E la situazione è proprio quella del ’93 o forse peggio…

Diciamolo

14 Apr

"Il politico ha diritto
di mentire.
E di ignorare
di stare mentendo"

Luciano Sardelli,
capogruppo Responsabili

Futurino

13 Apr

La verità

Parliamoci chiaro

È ora di capire bene cosa ci aspetta

Il Financial Times accende i fari sull'Italia:
è troppo grande da salvare

(12 Aprile 2011 – 11:26)

Lo stato di salute dei conti pubblici mondiali preoccupa il Fondo monetario internazionale. "I rischi per la sostenibilità fiscale rimangono elevati, ma per quanto riguarda l’Italia rileva che le spese pubbliche nel 2011 si attesteranno al 49,8% del pil, scendendo dal 50,5% del Pil dello scorso anno , e torna anche ad avere un avanzo primario dello 0,2% del pil (lo scorso anno era negativo per 0,2% del pil). Piccola buona nuova..

Ma il Financial Times in un commento dal titolo intrigante "La crisi dell'euro, l'Italia e il suo premier giocoso" tira in ballo l'Italia ed emette la sua sentenza, che non lascia spazio alla fantasia: l'Europa potrebbe probabilmente affrontare un'eventuale salvataggio della Spagna, in caso di una crisi del debito come quella del Portogallo, ma potrebbe non essere l'ultima frontiera.

Secondo la firma del FT, Gideon Rachman, c'è un pericolo che incombe sulla tenuta del Belpaese ed è la nuova strategia intrapresa dalla Bce in materia di tassi e fa il parallelo in un commento di ieri :
“Il debito italiano continua a crescere indisturbato, nonostante sfiori ormai il 120 per cento del Pil, proprio come i processi  a carico del premier Silvio  Berlusconi continuano ad essere celebrati senza che si arrivi mai a una sentenza di condanna”

Berlusconi, accusato di aver avuto rapporti sessuali con una minorenne, “scherza di fronte alle telecamere raccontando che, secondo i sondaggi, un terzo delle donne italiane passerebbe una notte con lui, mentre le altre lo rifarebbero volentieri”

Ma il Cavaliere, secondo il FT, è  il premier perfetto di un Paese che, per la Ue, rappresenta “la balena”, lo scommettitore  estremo, per via di un debito così ampio da mettere a rischio il futuro stesso dell’euro.

L’Italia, certo può contare sul fatto che buona parte dei titoli di debito pubblico siano nelle mani dei risparmiatori italiani. Ma se, a fronte dell’aumento dei tassi d’interesse, l’Italia non ce la facesse più? Ogni mezzo punto si traduce in dieci miliardi annui in più. E un salvataggio è impensabile: “l’Italia è troppo grande da salvare”

Non rimarebbe che affondare nell’inflazione, ma quel punto i destini del Bel Paese e del suo premier si dividerebbero: mentre “Berlusconi è nelle mani degli elettori e dei giudici”, l’economia italiana in ultima istanza “è nelle mani di obbligazionisti esteri, di banchieri centrali a Francoforte e di politici a Berlino”, e questi “potrebbero essere meno clementi del sistema giuridico italiano”.