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Giochi nuovi

21 Mar

Il 24 e 25 marzo 2012 a Modena si tiene la 4° edizione del festival del gioco.

È la fiera per gli amanti dei giochi: dai dadi, al Sudoku, al Risiko, alle ultime novità.

Insieme al nuovissimo ‘Bunga Republic’, dove i partecipanti devono corrompere gli altri sfidanti per la scalata nella carriera politica, ci sarà anche ‘Piombo’, ispirato alle vicende della banda della Magliana, nata tra gli anni settanta e ottanta e considerata la più potente organizzazione criminale che abbia mai operato a Roma.

Con le immagini di sghignazzanti consiglieri regionali in aula pur indagati, ministri predestinati alla carriera di comici, sindaci con vasche da bagno tracimanti di pesci-dono, chissà se esiste ancora in questo Paese putrido, un volonteroso insegnante elementare che oggi, 1° giorno di primavera, ha un colpo di genio, o soltanto il ricordo di ciò che eravamo e che potremmo ancora essere, e senza considerarlo una perdita di tempo che ‘c’è il programma da svolgere’, in classe fa disegnare ai bimbi rondini e fiori da ritagliare ed attaccare sui vetri.

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Basta un loden?

6 Mar

Come per Wojtyla, dove ogni successore sarebbe sembrato scarso, così per Berlusconi qualunque nome di primo ministro dopo il suo sarebbe apparso migliore. Abbiamo quindi accolto con magnanimità il nome d’un professore della Bocconi, da cui noi italiani pensiamo vengano sfornati i migliori, assistiamo impassibili alla formazione d’una squadra discreta, silenziosa, seriosa, ricca anche del bene dell’intelletto e dopo gli sberleffi, le corna, i ‘misterobama!’, i ritardi, i ‘kapò’, i festini, le ingiurie ai nostri magistrati profuse a livello mondiale, molti spiegavano il 70% del consenso di partenza con la sola voglia di normalità.

Certo pensavamo che non avremmo neppure visto le facce di ‘sti tecnici, che non passassero mai in televisione, perché li volevamo curvi sulle scartoffie a modernizzare un paese ingolfato tra prescrizioni, processi lunghi e brevi, dove, a un passo dal fallimento, il problema più spinoso si voleva far credere fossero le intercettazioni telefoniche.

Ma anche questi fanno di tutto per far parlare d’altro, ‘sfigato, chi a 28 anni non è ancora laureato’… ‘noioso il posto fisso’… ‘vogliono stare accanto a mammà, occorre un salto culturale’: ecco! È questo che ci aspettiamo: una classe dirigente che resti in contatto con il proprio Paese, che non umili i giovani costretti a restare in famiglia per le poche opportunità di lavoro, e che, immemore dei privilegi personali, non si senta ammantata di verità soltanto perché coperta d’un loden.