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Nuova eruzione

15 Feb

Roma si era già aggiudicata l’organizzazione dei Giochi Olimpici del 1908, ma a seguito dell’eruzione del Vesuvio del 1906 rinunciò a tale evento, cedendo l’onore dell’organizzazione alla città di Londra.

Il 15 giugno 1955 a Parigi si decise tra Losanna, Budapest, Detroit, Bruxelles, Città del Messico, Tokyo che Roma, nell’ultimo ballottaggio contro Losanna, avrebbe ospitato i giochi del 1960.

Dopo 15 anni dalla fine della guerra, la rinascita iniziò da quei giochi? O era già un paese in crescita, rigenerato, in pieno boom economico, con il Pil al 5,4%, e all’8% l’anno successivo?

Candidarsi per i giochi del 2020? e il Comitato tra Baku, Doha, Istanbul, Madrid, Tokyo e Roma, avrebbe scelto proprio la meno ricca e più bisognosa di sostegno?

E la cricca già rideva di notte nel letto al pensiero delle nuove costruzioni?

O giusto pensare: non ce lo possiamo permettere, lasciamo la candidatura a tempi migliori.

Le immagini della cerimonia d’apertura delle olimpiadi di Atene 2004, per maestosità, eleganza, sono ancora vive. Erano la speranza, il riscatto della debole economia, continuata a bilanci falsificati, 1 negozio su 3 chiuso, disoccupazione superiore al 20%, povertà e morti in piazza. Non una garanzia di rinascita, quindi, per poi scontentare la Merkel che appoggia la sua Istanbul, volendola sempre più europea.

Ma l’abbiamo capito. Una nuova eruzione si è abbattuta sul paese: la miseria.

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